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La politica in Finlandia

COSTRUZIONE E FORMA DI GOVERNO. La Finlandia proclamò la propria indipendenza il 6 dicembre 1917. L’ordinamento repubblicano entrò in vigore nel luglio del 1919 quando viene approvata la forma di governo del paese. Da allora la costituzione della Repubblica Finlandese è rimasta pressocchè inalterata. Il potere supremo spetta al popolo rappresentato dal Parlamento, formato da 200 membri eletti a suffragio universale diretto per 4 anni. Il Parlamento esercita il potere legislativo, approva il bilancio e controlla l’attività del governo. Il potere esecutivo è invece esercitato dal Presidente della Repubblica che viene eletto ogni sei anni. Il Presidente è designato con voto diretto dei cittadini, dopo un eventuale ballottaggio tra i due candidati in testa alle votazione del primo turno, se nessuno di loro ha ottenuto la maggioranza assoluta (50% +1). Il Presidente della Repubblica nomina il Primo Ministro e i membri del Governo. Il Governo deve godere della fiducia del Parlamento. Il Presidente (la presidente) in carica attualmente, TARJA HALONEN, è stato eletto nel 2000.

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POLITICA ESTERA. Secondo la costituzione, le linee generali di politica estera sono affidate al presidente della repubblica. Dopo un lungo periodo di partecipazione attiva al processo di integrazione europea, la Finlandia ha presentato domanda d’adesione all’Unione Europea nel 1992 e nel 1995 ne è diventata paese membro, rafforzando così la sua posizione internazionale, senza modificare i principi tradizionali della politica interna. La Finlandia è entrata a far parte dell’Unione Europea come paese militarmente non allineato, con un proprio sistema difensivo indipendente. La Finlandia intrattiene e sviluppa rapporti bilaterali anche con paesi non membri dell’Unione Europea.